martedì 14 dicembre 2010

Caro Babbo Natale...

"Oh, signorina! SIGNORINA!" 
(F.Sgagliozzo, ad una a cui andava a fuoco la testa) 


Vedere lo spot di una talpa danzante in tv ti fa insospettire. Quando tagliano settori interi dell’Auchan per fare spazio al mobilificio Barbie, ti viene il dubbio. I Babbi Natale ninja che si arrampicano sui balconi te lo dicono chiaramente: it’s Christmas time! 

Ciò, naturalmente, ci fa subito pensare ai preparativi per le feste!

La prima cosa a cui si bada è l’albero: vero, di plastica, con la neve finta sopra, non importa, l’importante è che “si veda”. E giù a spostare mobili, fare planimetrie, calcolare prospettive, per trovare il punto di massima visibilità per l’alberello: il 99% delle volte era a metri e metri di distanza dalla presa elettrica, il che richiede acrobrazie (peggiori di quelle per collegare il caricabatterie del cell senza alzarsi dal letto) per collegare le luci. Mandato a casa il circo Orfei, eccola lì! La prima lampadina fulminata della stagione, gentilmente accompagnata dalle gasteme di mamma. Una volta convintala del fatto che “no, non si vede, e non è tutto da rifare, no mettilo via il defibrillatore!”, si passa alle decorazioni vere e proprie, e sovviene il dubbio eterno: di che colore lo facciamo? Ogni anno si vuole osare, andare oltre gli stereotipi, superare il modello dell’anno precedente, si arriva addirittura a consultare la Wintour per un consiglio di dubbio valore per poi optare, sconsolati, per il mestamente natalizio rosso-oro (ora non smontate tutti gli alberi perchè vi sentite in imbarazzo, su!). A questo punto si richiama l’architetto di prima per trovare i punti strategici dell’albero dove mettere le palline, in modo che non ci siano spazi troppo spogli e spazi troppo pallinati. Per una legge fisica, puntualmente almeno una sfugge e si va a fracassare sul pavimento, al che la mamma non sa se scoppiare a piangere e organizzarle un funerale oppure organizzarlo a voi, e, no, non  gliene frega niente se è dell’Ikea: nel dubbio, nascondetevi dietro il televisore.

Beh, una volta sistemato l’albero il giorno fatidico arriva in fretta! E non sto a parlarvi dei preparativi del pranzo di Natale o del cenone, perchè la mia scarsa esperienza nel campo me lo impedisce, ma passiamo al momento del sissizio vero e proprio!

Mettiamo da parte i vari litigi tra zie e zii per chi ha portato più lasagne, e tra voi e vostra nonna che insiste per sciorinarvi all’incirca la quinta fetta di carne (sennò si offende!) e passiamo al clou della giornata: quando -da bambini (perchè se lo fate ancora, vi prego, invitatemi)- ci toglievano il Pandoro di bocca per recitare impilati su una sedia (perchè sennò il nonno da capotavola non ci vedeva, anche se il tavolo era da quattro posti) la “poesia”, che puntualmente prevedeva:
  • neve in abbondanza, anche a Pane e Pomodoro (a Natale tutto è possibile!)
  • un improvviso e improbabile cambio di personalità, che trasformava il mondo intero nel fan club di Maria Teresa di Calcutta (embè è la magia del Natale!)
  • assolutamente immancabili...le campane a festa! Potevano essere campane, campanelle, campanellini, ma c’erano SEMPRE, e -a quanto pare- suonavano di continuo (i più sostengono che fosse tutta una truffa degli otorini, perchè il nonno puntualmente se ne usciva con “ma com iè che ji non i seng?”, e via dal dottore).
  • e, naturalmente, i regali! Ma...restate sintonizzati ;)
.TO BE CONTINUED.

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