lunedì 28 marzo 2011

Italiani, popolo di zappisti.

E' ormai un dato accertato, lo assicurano i ricercatori Pampers: la natura ci ha donato un intelletto e un ingegno che noi gettiamo via con la stessa cura che riserviamo alle bucce di banana. Vi faccio un esempio tra i tanti: la televisione. Tralasciando il merito scientifico di coloro che ne hanno messo a punto e perfezionato il funzionamento pratico, pensiamo solo al potere che ha come mezzo di comunicazione: potrebbe aizzare le folle, istruire e forgiare le menti, stuzzicare la creatività e la curiosità dei bambini, e tante altre cose che solo a pensarci ci sbrillucicano gli occhi!

Beh, vi sfido tutti, ora, ad accendere la tv e a scrivermi in un commento il programma che vi trovate davanti e quale insegnamento ne potete ricavare: se siete proprio fortunati, ma esagerando proprio, vi trovate davanti Studio Aperto e le notizie dell'ultim'ora sulla marca di assorbenti interni preferita da Belen. 

Vi parlo da figlia di un'accanita telenovellista, che torna a casa da scuola, vorrebbe tanto parlare delle orchidee nuove di zecca nell'ingresso della scuola, ma viene continuamente interrotta dagli "shh!" della mamma che vuole scoprire se Morena sceglierà l'abito da sposa bianco Parmalat o rosa Big Babol, ma soprattutto...chi avrà ucciso Hermano? E Pedro con chi se la farà per le prossime 47 puntate? Al prossimo appuntamento, care amiche!

Ma le telenovelas brasiliane, si sa, sono oggetto di sfottò dai tempi del Trio (a proposito, vi invito tutti ad andarveli a cercare su youtube), cosa potete pretendere! E poi si rivolgono ad un pubblico di adulti con basse aspettative, i telefilm per gli under 18 sono tutta un'altra favola! Un altro slang, un altro style, molto più cool, molto più in!

Eh, sì, tipo Il mondo di Patty. 
Vi riassumo brevemente l'avvincente trama: un'improbabile ragazzina agghindata come le sfigate che non esistono più da anni, ma che il cinema continua a riproporci (elemento avanguardistico #1), si trasferisce dalla campagna alla città (elemento avanguardistico #2) e qui incontra e si scontra con le Divine, a capo delle quali c'è la classica pertica rompipalle con la tessera giornaliera del parrucchiere (elemento avanguardistico #3), e l'amore della sua vita Matias (elemento avanguardistico #4). Ah, dimenticavo: hanno tutti TREDICI anni! E, ovviamente, dopo mille peripezie, Matias capisce che Patty, con quel suo sorriso magnetico e ipnotico, è la DONNA per lui, fatta apposta per lui, e quindi va da lei e per baciarla, pensate un po', LE TOGLIE GLI OCCHIALI. 

Con la pretesa di alzare un po' il tiro, poi, abbiamo i telefilm che provengono direttamente da Manhattan, il glamour, fashionable, XOXO, l'apperistsaid...ma avete già capito di cosa sto parlando! Nient'altro che sfilate di personaggi, la cui capacità di introspezione psicologica è profonda quanto le piscine gonfiabili per bambini, perfettamente vestiti, ma improponibilmente accessoriati da famigliari di iPhone e rifornimenti a vita di borse Vuitton, sapete, nel caso dovesse scoppiare la guerra. 

E da tutto ciò i ragazzini cosa imparano? Che se sei un cesso, hai bisogno di sbarazzarti di occhiali e apparecchio per diventare Megan Fox, e nel caso ciò non interessasse, basta mettersi un paio di Ray Ban e andare in giro a ripetere insistentemente che sei Chuck Bass per entrare gratis nei lounge bar, che -tra l'altro- in Italia sono diffusissimi proprio come le margherite nei prati.

Visto, però, che i telefilm non ci danno soddisfazione, spostiamoci su qualcosa di meno impegnativo: i programmi del dopo-pranzo. Allora, io vorrei dire una cosa ai produttori: non è che per farci digerire dobbiate per forza impegnarvi a produrre roba che fa cagare, perchè già ci pensano alla Falqui! 

Sì, insomma, parliamo di un capolavoro fra tanti: Uomini e Donne. Se ne è già parlato abbondantemente, e io davvero non ho la salute per aggiungere altro ma, vi chiedo, col cuore in mano, se ne sentiva davvero la necessità di una versione per anziani? Ma soprattutto: quella gente la pagate, o è davvero disposta ad andare ad esporsi al ridicolo davanti a -purtroppo- migliaia di telespettatori? No perché se io chiedessi a mia nonna se vuole partecipare ad un programma in cui bisogna sedurre un aitante tronista di 75 anni con una cartella clinica più intrigante dell'ultima puntata di CSI, mi risponderebbe che non ha tempo per queste cose, lei ha piante e fiori da innaffiare, com'è giusto che sia, arrivati ad una certa età! Eh ma insomma!

O parliamo dell'espressiva Barbara D'Urso, che ha sempre GRANDI STORIE da raccontare, tipo bambini che nascono miracolosamente con due giorni di anticipo, o della giornata che si allunga quando arriva l'estate! Signori, davvero non ci si crede!

Siccome la sconsolatezza sale, vorrei chiudere questo triste quadro con un suggerimento alle emittenti televisive: dal momento che questo mestiere non fa per voi, lasciate perdere, risparmiate soldi, e trasmettete le bande colorate 24h su 24, tanto l'effetto rintronante è lo stesso.
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Nonostante le note tragiche del post,
ci terrei a ringraziare chi tenta ancora di 
fare televisione utile:
GRAZIE.

sabato 12 marzo 2011

Carnevale, il costume non copiare

So di essere di nuovo in ritardo di parecchio con questo post ma la verità è che la mia creatività rait nao è a soglie bassissime. L’unica cosa che potrebbe rendere lontanamente interessante la lettura è il racconto (breve, molto breve) delle mie avventure con i costumi di Carnevale.

E sì, perché da piccolo e da grande mi sono sbizzarrito parecchio.

– anni 3: il mio costume era quello da MAGGIOLINO. Non sapevo neanche cosa fosse un maggiolino, né che aspetto potesse lontanamente avere ma per fortuna oggi c’è Wikipedia. Il maggiolino è un insetto marrone cacca che non ha alcun senso nel mondo naturale se non quello di costituire un valido costume carnevalesco. Devo confessare che, travestito, non sembravo tanto un maggiolino, e credo fosse perché il costume era verde e rifaldo, e portavo un cappello lungo a punta che mi faceva assomigliare di più a un fagiolino; però era senza dubbio fichissimo. E poi nessuno mi avrebbe mai copiato.

– anni 5 ca.: mi vestii da NUVOLA. Avevo una maglietta celeste con sopra una nuvola di polistirolo, delle calze lunghe celesti di ignota provenienza e le mie bellissime occhio di bue rosse. Per giunta laccate. Che fashion! Tutti me le invidiavano e io ne ero innamoratissimo (tanto che le comprai uguali almeno per tre volte, cambiando solo il numero).

– anni 7 credo (i miei non si ricordano): oh, oh! Ero un tenerissimo SIGNORE CON I BAFFI. Mi ricordo benissimo quei baffi, che si ficcavano nelle narici e ti facevano sudare per quanto erano scomodi. Mi vestii di tutto punto, con la cintura, la camicia e le occhio di bue rosse. E avevo anche la spada blu con l’elsa gialla comprata alla fiera!

– anni boh, diciamo 9: qui non mi inventai niente di originale, mi vestii da TOPOLINO COL NASO ROSSO da ubriaco perché dove comprai le orecchie avevano finito quelli neri. Ma dico io…

– anni forse 12: l’estro cominciava a liberarsi. Mi vestii da QUELLO CHE TROVAI IN CASA: l’uncino di Capitan Uncino, il cappello da cowboy di Topolino (era una fissa), la pistola ad acqua di Paperino (per par condicio) e qualche vestito normale. Scelsi anche un nome geniale, ma la memoria or mi fallisce.

Vabè, tutta sta pantomima per dire da cosa mi sono vestito quest’anno. Ebbene:

– anni 17 quasi 18 mamma mia che traguardo: mi sono travestito da… NERA COZZALA BOMBONA E INCAZZATA PROVENIENTE DIRETTAMENTE DAL GHETTO. È stato forse il costume più difficile da realizzare e quello più bello della festa (non per altro…). Bella, cazzuta e cellulitica, avevo i capelli raccolti in una fascia maculata, gli orecchini a cerchio dorati, una catena dorata al collo e un trucco da far crepare chi cazzo è lui make up artist london the london look. Mi fai una cippa, carino.

Chi ha le palle di copiarmi? Eh? Eh? HEY MOTHAF*CKA!! WHUT D HELL U DOING, HU? OH NO, U WON’T DO IT BABE! E così via, così discendendo.